Fattura del forfettario a privato, azienda e PA: le differenze
Ultimo aggiornamento: giugno 2026 — a cura di Ugo Raffaele Piemontese, founder di Fatturina
La struttura della fattura elettronica del forfettario è sempre la stessa — regime RF19, niente IVA, natura N2.2, diciture di legge e bollo quando serve. Cambia però un blocco di dati a seconda di chi è il destinatario: un privato, un'azienda o la Pubblica Amministrazione. Vediamo cosa cambia, caso per caso.
Cosa cambia in base al destinatario
La differenza riguarda soprattutto come il Sistema di Interscambio recapita la fattura: serve un "indirizzo telematico", che può essere un codice destinatario o una PEC. Cambiano anche alcuni obblighi (firma digitale per la PA) e i dati identificativi del cliente.
Fattura a un privato (consumatore senza partita IVA)
Quando fatturi a un privato:
- Inserisci il suo codice fiscale (non ha partita IVA).
- Come codice destinatario usi
0000000(sette zeri). - Il SdI mette la fattura a disposizione nell'area riservata/cassetto fiscale del cliente.
- Sei tenuto a consegnare una copia di cortesia (PDF o cartacea) e a informare il cliente che l'originale elettronico è disponibile nella sua area riservata dell'Agenzia delle Entrate.
Non serve PEC né codice destinatario "vero": per i privati è tutto gestito dal cassetto fiscale.
Fattura a un'azienda o a un professionista (B2B)
Quando il cliente ha partita IVA:
- Inserisci partita IVA (e codice fiscale, se diverso).
- Usi il codice destinatario a 7 caratteri che il cliente ti comunica, oppure la sua PEC (in alternativa al codice).
- Se il cliente non ti fornisce né codice né PEC, indichi
0000000: la fattura finirà comunque nel suo cassetto fiscale, ma è buona prassi chiederglielo per il recapito diretto al suo gestionale.
Fattura alla Pubblica Amministrazione
La PA è il caso con più vincoli:
- Serve il Codice Univoco Ufficio a 6 caratteri, reperibile sull'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA). Non si usa
0000000. - La firma digitale è obbligatoria: il file XML va firmato (formato CAdES, estensione
.p7m) prima dell'invio. - La PA può accettare o rifiutare la fattura entro 15 giorni tramite notifica di esito.
- Non si applica la scissione dei pagamenti (split payment): non essendoci IVA in regime forfettario, il meccanismo non ha effetto.
Per il resto — natura N2.2, diciture, bollo — valgono le stesse regole degli altri casi.
Riepilogo
| Privato | Azienda / P.IVA | Pubblica Amministrazione | |
|---|---|---|---|
| Identificativo cliente | Codice fiscale | Partita IVA | Partita IVA + Codice Univoco Ufficio |
| Recapito | 0000000 | Codice destinatario (7) o PEC | Codice Univoco Ufficio (6) |
| Firma digitale | No | No | Sì |
| Copia di cortesia | Consigliata/dovuta | Facoltativa | Secondo accordi |
Domande frequenti
Cosa scrivo come codice destinatario per un privato?
Sette zeri: 0000000. La fattura sarà nel cassetto fiscale del cliente.
Devo per forza consegnare la copia PDF al privato? Sì: il privato non sempre consulta il cassetto fiscale, quindi devi mettergli a disposizione una copia analogica o PDF e segnalare dov'è l'originale.
Perché alla PA serve la firma e agli altri no? È un requisito specifico della fatturazione verso le amministrazioni pubbliche, che ricevono il documento tramite un canale dedicato.
Questa guida fa parte della guida completa alla fattura elettronica per forfettari.