Fattura elettronica in regime forfettario: la guida completa
Ultimo aggiornamento: giugno 2026 — a cura di Ugo Raffaele Piemontese, founder di Fatturina
Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica in regime forfettario è obbligatoria per tutti, senza più alcuna soglia di fatturato. Se hai aperto la partita IVA da poco o se finora rientravi nell'esonero, questa guida ti accompagna passo passo: cosa ti serve, come si compila la fattura, il codice natura N2.2, l'imposta di bollo, le diciture di legge, la generazione dell'XML e l'invio al Sistema di Interscambio (SdI). Senza giri di parole e senza i campi IVA che a te non servono.
Cos'è la fattura elettronica e perché riguarda anche i forfettari
La fattura elettronica è un documento in formato XML FatturaPA che viene trasmesso al destinatario passando dal Sistema di Interscambio dell'Agenzia delle Entrate. Non è un PDF inviato per email: è un file strutturato che il SdI controlla, recapita e protocolla.
Fino al 2021 i contribuenti in regime forfettario erano esonerati. L'obbligo è stato introdotto in due tappe: dal 1° luglio 2022 per chi nell'anno precedente aveva incassato più di 25.000 euro, e dal 1° gennaio 2024 per tutti i forfettari, a prescindere dal fatturato. Oggi quindi, salvo casi residuali, ogni forfettario emette fatture elettroniche.
Riferimento normativo: regime forfettario disciplinato dall'art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014. Per i dettagli ufficiali consulta la pagina Fattura elettronica per i forfettari dell'Agenzia delle Entrate.
Cosa ti serve per emettere la prima fattura
Per emettere una fattura elettronica da forfettario servono tre cose:
- La tua partita IVA in regime forfettario e i dati anagrafici dell'attività.
- Il recapito del cliente: codice destinatario (7 caratteri) oppure indirizzo PEC; per la Pubblica Amministrazione si usa il codice univoco ufficio (6 caratteri).
- Uno strumento per generare l'XML. Qui hai tre strade:
| Strumento | Pro | Contro |
|---|---|---|
| Portale gratuito "Fatture e Corrispettivi" dell'Agenzia | Gratis, ufficiale | Interfaccia pensata per tutti i regimi, molti campi inutili, nessuna automazione |
| Gestionale generalista | Completo | Pieno di funzioni IVA/ritenuta che il forfettario non usa, costo più alto |
| App dedicata al forfettario (come Fatturina) | Solo i campi che servono, diciture e bollo in automatico, validazione XSD | Pensata per il forfettario, non per regimi ordinari |
Se vuoi vedere come Fatturina semplifica questi passaggi, dai un'occhiata alle funzionalità.
Come compilare la fattura passo passo
La compilazione è sempre la stessa, qualunque strumento usi. Ecco i blocchi da riempire.
Dati dell'emittente (i tuoi)
Partita IVA, codice fiscale, denominazione o nome e cognome, indirizzo e regime fiscale RF19 (è il codice che identifica il forfettario nel tracciato XML). Questi dati si inseriscono una volta sola e restano salvati.
Dati del cliente: privato, azienda o PA
Cambiano i campi obbligatori a seconda di chi hai davanti. A un privato senza partita IVA basta il codice fiscale e si usa il codice destinatario 0000000; a un'azienda servono partita IVA e codice destinatario o PEC; alla PA serve il codice univoco ufficio. Approfondiamo le differenze nella guida dedicata a fattura a privato, azienda e PA.
La natura dell'operazione: N2.2
Siccome il forfettario non applica l'IVA, in fattura l'aliquota è zero e devi indicare il codice natura N2.2 ("operazioni non soggette - altri casi"). È un campo obbligatorio: senza, il SdI scarta la fattura. Tutti i dettagli nella guida natura N2.2.
Numerazione progressiva
Le fatture vanno numerate in modo progressivo e univoco per anno solare (1, 2, 3…). Non servono registri sezionali: una numerazione semplice e continua è sufficiente.
Imposta di bollo virtuale
Se la fattura supera 77,47 euro devi applicare un'imposta di bollo da 2 euro, valorizzando a "SI" il campo Bollo virtuale. Vedi la guida imposta di bollo del forfettario per soglie, scadenze e pagamento.
Le diciture di legge
Ogni fattura forfettaria deve riportare la dicitura che giustifica l'assenza dell'IVA (e, per i professionisti, quella sull'assenza di ritenuta). Trovi i testi esatti da copiare nella guida diciture obbligatorie.
Esempio pratico: una fattura compilata da zero
Mettiamo che tu sia un consulente forfettario e debba fatturare 1.500 € a un'azienda. Ecco come si presenta la fattura, campo per campo:
| Campo | Valore |
|---|---|
| Emittente | Mario Rossi · P.IVA 01234567890 · regime RF19 |
| Cliente | Alfa S.r.l. · P.IVA 09876543210 · codice destinatario ABCDEFG |
| Numero / Data | 12 / 15-06-2026 |
| Descrizione | Consulenza informatica – giugno 2026 |
| Imponibile | 1.500,00 € |
| Aliquota IVA | 0,00 % — natura N2.2 |
| Imposta di bollo | 2,00 € (la fattura supera 77,47 €) |
| Totale documento | 1.502,00 € (bollo addebitato in rivalsa) |
In calce vanno le diciture di legge: quella sul regime forfettario (commi 54-89) e, trattandosi di un professionista, quella sull'assenza di ritenuta (comma 67), più l'annotazione sul bollo virtuale.
Da qui generi l'XML, lo validi e lo trasmetti al SdI. Con un'app dedicata natura, bollo e diciture sono già al posto giusto: tu inserisci solo cliente, descrizione e importo.
L'imposta di bollo in fattura
L'imposta di bollo è dovuta quando l'importo non assoggettato a IVA in fattura supera 77,47 euro. È fissa: 2 euro. Si paga in modo cumulativo ogni trimestre tramite modello F24 (o direttamente dal portale Fatture e Corrispettivi).
| Trimestre | Mesi | Scadenza ordinaria di versamento |
|---|---|---|
| 1° | gennaio – marzo | 31 maggio |
| 2° | aprile – giugno | 30 settembre |
| 3° | luglio – settembre | 30 novembre |
| 4° | ottobre – dicembre | 28 febbraio dell'anno successivo |
Se l'imposta dovuta nei primi trimestri resta sotto soglie minime previste dalla legge, il versamento può essere differito al trimestre successivo. Il bollo può essere lasciato a tuo carico oppure addebitato in fattura al cliente (rivalsa): se lo addebiti, però, concorre al tuo reddito e va indicato con natura N2.2 — i dettagli, con i chiarimenti dell'Agenzia, nella guida bollo in rivalsa del forfettario.
Le diciture obbligatorie (testo esatto)
Da inserire nel corpo o nella causale della fattura:
Sempre: «Operazione effettuata ai sensi dell'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni.»
In più, se sei un professionista: «Operazione non soggetta a ritenuta d'acconto ai sensi dell'articolo 1, comma 67, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni.»
Quando applichi il bollo, aggiungi anche l'annotazione «Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del D.M. 28/12/2018». Con Fatturina queste diciture vengono inserite in automatico.
Generare e validare l'XML FatturaPA
Il file che esce non è un PDF ma un XML conforme al tracciato FatturaPA. I campi chiave per un forfettario sono pochi e ricorrenti:
<RegimeFiscale>RF19</RegimeFiscale>
...
<AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>
<Natura>N2.2</Natura>
...
<DatiBollo>
<BolloVirtuale>SI</BolloVirtuale>
<ImportoBollo>2.00</ImportoBollo>
</DatiBollo>
Prima dell'invio conviene validare l'XML contro lo schema XSD ufficiale dell'Agenzia delle Entrate: è il controllo che intercetta gli errori di formato prima che lo faccia il SdI. Fatturina valida ogni file sullo schema ufficiale, così l'XML che scarichi è corretto per costruzione.
Trasmettere la fattura al SdI e conservarla a norma
Generato l'XML, restano due passaggi:
- Trasmissione al SdI. Il file va inviato al Sistema di Interscambio tramite i canali dell'Agenzia delle Entrate, la tua PEC o un intermediario. Fatturina, per scelta, non invia al posto tuo: generi l'XML e lo trasmetti con il canale che preferisci, mantenendo il pieno controllo del documento. Il percorso completo è nella Guida SdI.
- Conservazione a norma. Le fatture elettroniche vanno conservate digitalmente per 10 anni. Il portale gratuito Fatture e Corrispettivi offre la conservazione sostitutiva senza costi: trovi il procedimento sempre nella Guida SdI.
Errori comuni e codici di scarto SdI
Quando il SdI rifiuta una fattura, restituisce una ricevuta di scarto con un codice. I più frequenti per un forfettario:
| Codice | Significato | Come risolvere |
|---|---|---|
| 00400 | Natura non indicata a fronte di aliquota IVA pari a zero | Inserire il codice natura N2.2 |
| 00401 | Natura indicata ma con aliquota diversa da zero | Lasciare l'aliquota a 0,00 con N2.2 |
| 00404 | Fattura duplicata (stesso numero e data già trasmessi) | Cambiare numero o verificare se è già stata inviata |
| 00305/00306 | Codice fiscale/partita IVA o codice destinatario del cliente non valido | Correggere i dati del destinatario |
| 00200 | File non conforme al formato | Validare l'XML sullo schema XSD prima dell'invio |
Tutti i codici e i rimedi nella guida codici di scarto SdI. La validazione XSD a monte previene la maggior parte di questi scarti.
Casi particolari da conoscere
La maggior parte delle fatture forfettarie è semplice, ma capitano situazioni che meritano attenzione:
- Correggere o annullare una fattura già accettata. Non si "cancella": si emette una nota di credito (documento di tipo TD04) che storna in tutto o in parte la fattura originaria.
- Clienti esteri. Se fatturi a un soggetto estero la fattura viaggia comunque tramite SdI: come codice destinatario si usa
XXXXXXX(sette X). A seconda dell'operazione la natura può cambiare — per esempio i servizi a un'azienda UE sono non soggetti per territorialità (natura N2.1): è un caso da verificare con il commercialista. - Acquisti dall'estero (reverse charge). Il forfettario che acquista beni o servizi da fornitori esteri può dover integrare la fattura o emettere autofattura e versare la relativa IVA, pur non potendola detrarre. È una delle poche situazioni in cui il forfettario "incrocia" l'IVA: meglio farsi seguire.
- Fattura a cavallo d'anno. La numerazione riparte da 1 a ogni anno solare; conta la data di emissione per attribuire la fattura all'anno corretto.
Sono casi meno frequenti, ma è bene sapere che esistono: nel dubbio, un confronto con il commercialista evita errori.
Domande frequenti
Serve la firma digitale? Per le fatture verso privati e aziende no. Verso la Pubblica Amministrazione sì: firmi il file scaricato prima dell'invio.
Quanto costa fare fattura elettronica da forfettario? Puoi usare il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate, oppure un'app dedicata. Fatturina ha un piano Free con 3 fatture al mese, per sempre, senza carta di credito, e un piano Pro senza limiti.
Posso usare il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate? Sì, è perfettamente valido. È pensato però per tutti i regimi: troverai molti campi che non ti riguardano. Un'app dedicata al forfettario riduce gli errori.
Cosa succede se sbaglio un dato? Finché la fattura è una bozza modifichi tutto. Se l'hai già trasmessa e il SdI la scarta, la correggi e la ritrasmetti; se è stata accettata, serve una nota di variazione.
Devo applicare la ritenuta d'acconto? No. Il forfettario non subisce la ritenuta d'acconto: lo indichi con l'apposita dicitura (comma 67).
Da quando è obbligatoria la fattura elettronica per i forfettari? Dal 1° gennaio 2024 per tutti, senza soglia di fatturato. In precedenza (dal 1° luglio 2022) riguardava solo chi aveva superato 25.000 € nell'anno precedente.
Quanto tempo ci mette la fattura a essere consegnata? In genere pochi minuti; il SdI dispone comunque di un margine fino a 5 giorni. I dettagli sulle ricevute sono nella Guida SdI.
Per quanto devo conservare le fatture? Dieci anni, in conservazione a norma. Il portale Fatture e Corrispettivi offre il servizio gratuitamente.
E se il cliente non mi fornisce codice destinatario né PEC?
Inserisci 0000000: la fattura sarà disponibile nel suo cassetto fiscale. Vedi fattura a privato, azienda e PA.
In sintesi
Fare fattura elettronica da forfettario significa: generare un XML FatturaPA con regime RF19, aliquota 0 e natura N2.2, applicare bollo e diciture quando servono, validare il file e trasmetterlo al SdI. Una volta impostati i tuoi dati, diventa questione di pochi minuti.
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